ATTENZIONE ALLE CONSEGUENZE DELLA RIFORMA DEL CATASTO

Il prossimo 10 aprile verrà presentato al Parlamento il documento di “Economia e Finanza” che conterrà il piano nazionale delle Riforme (Pnr).

In tale piano è contenuto anche lo schema di decreto attuativo della riforma del Catasto.

Abbiamo già visto in un precedente articolo che la rendita catastale dei fabbricati è importante per la tassazione delle donazioni, divisioni, successioni e compravendite di immobili abitativi, in quanto i valori tassabili fanno riferimento alla rendita catastale risultante dalle visure catastali moltiplicata per alcuni coefficienti di legge.

Pertanto se aumenteranno le rendite catastali, conseguentemente aumenterà la tassazione delle successioni o degli atti relativi a fabbricati.

Attualmente le abitazioni vengono tassate, in forza di una legge del 1939, in base al numero di vani catastali e non alla superficie dell’immobile.

Quindi un appartamento di 6,5 vani catastali, perché costituito da due camere da letto, un soggiorno, una cucina, corridoio, ripostiglio, bagni e cantina, sia che abbia una superficie di 100 mq. sia che abbia una superficie di 150 mq., viene tassato allo stesso modo; il che comporta, ad esempio, che appartamenti siti nei centri storici e costruiti già da molti anni e che hanno vani di superficie molto estesa vengano tassati allo stesso modo di appartamenti costruiti in periferia con gli stessi vani ma di dimensioni minori.

Attualmente nelle visure catastali sono state già inserite le superfici catastali degli appartamenti e ciò renderà più facile la tassazione una volta che verrà approvata la riforma.

In alcune zone centrali di Roma e Milano (cosiddette microzone) è già in vigore la revisione di tali rendite con aumento notevole della tassazione, soprattutto per quanto riguarda l’IMU.

Nel testo della riforma è contenuto un principio fondamentale, quello della cosiddetta “invarianza del gettito”; il che sta a significare che le rendite aumenteranno per alcune abitazioni e diminuiranno per altre, in modo da consentire uguali introiti per lo Stato.

Questo è ciò che sarà scritto nel testo della riforma, ma molto probabilmente ciò non avverrà in quanto sicuramente ci sarà un aumento per quelle abitazioni che hanno attualmente una rendita molto bassa, ma a ciò non corrisponderà una diminuzione della tassazione per tutte le altre abitazioni.

Tutti gli analisti ritengono che la riforma catastale entrerà a regime nel giro di cinque anni; non dicono però che potranno essere revisionate in tempi brevi le rendite solo di alcune città e solo di alcune zone di dette città; il che significa che la riforma potrà entrare in vigore per ciò che riguarda alcuni contribuenti anche fra poche settimane.

Consiglio per gli utenti: seguire l’evoluzione legislativa di tale riforma e affrettarsi ad effettuare donazioni, divisioni e compravendite di immobili (non le successioni!!) già previste da tempo ma che, per svariati motivi, vengono rimandate.

 

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